Arezzo 1370 - Firenze 1444


È sepolto in Santa Croce.

Umanista, Segretario Pontificio con Papa Innocenzo VII e successivamente Cancelliere della Repubblica Fiorentina. Ricoprì molti ruoli di responsabilità nella città di Firenze partecipando in prima persona alla configurazione di una nuova idea di cittadinanza legata ad una municipalità fortemente incentrata sulla libertà di tutti gli uomini e su un sentimento forte di universalità, laicità - intesa come adogmatismo -  e sacralità della dignità di tutti gli uomini. Avvertì il bisogno di una piena partecipazione e responsabilità alle vicende di Firenze e del popolo fiorentino sentendosi in equilibrio tra il richiamo all' appartenenza alla comunità cittadina e la necessità di vivere nella condivisione di diritti e doveri che rendessero gli uomini uguali, parimenti dignitosi, figli di una memoria condivisa che potesse fondare una patria dove la libertà di ognuno si sostanziasse nell’uguaglianza e nella fratellanza tra tutti gli uomini visti come fratelli (Cittadinanza e Rinascimento). Erudito e di vasta cultura- studiò a fondo Plauto, Demostene, Plutarco e Aristotele -  è stato uno dei primi studiosi che ha messo in luce l’importanza che lega la trasmissione del sapere alla corretta traduzione del testo e il delicato equilibrio tra la lingua originale dello scritto e la lingua in cui lo scritto viene tradotto al fine di garantire la conservazione piena del messaggio originale. Attento e appassionato alle vicende politiche e civili fu amatissimo dalla sua Firenze che ne pianse la morte e che gli dedicò, in segno di riconoscenza, uno splendido monumento in Santa Croce. Un sepolcro che potesse rendere immortale e presente a tutti il legame e la gratitudine verso la sua figura oltre che la stima per la grande personalità che fu. L’amore tra Bruni e Firenze fu, tuttavia, reciproco tanto che lui di lei disse “non è alcun luogo in terra dove maggiore giustizia, né in alcun luogo appare tante libertà, né tra i maggiori e minori sì eguale e pari condizione”.


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