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Caprese Michelangelo 6 marzo 1475 – Roma 18 febbraio 1564
È sepolto in Santa Croce.
Fu scultore, pittore, poeta e architetto. A 13 anni su indicazione del padre fu
mandato a frequentare la bottega del Ghirlandaio, ma
il suo carattere solitario ed individualista mal si conciliava con lo spirito di
condivisione che implicava lo stare in una bottega.
Deve la sua grandezza, oltre che ad un talento tra i più maestosi mai esisti
anche al mecenatismo della famiglia Medici che gli
permise di “crescere”, di respirare il clima ed il fermento della grande
cultura rinascimentale e di poter dare libero sfogo al suo grande ingegno.
Fu uomo di fede e anche grazie alla sua
spiritualità poté rappresentare la perfezione del corpo umano
come rappresentazione della creazione di Dio e la sacralità
del rapporto tra creatura e creatore; apprezzò le predicazioni di Girolamo
Savonarola convincendosi del bisogno di un profondo cambiamento della e nella Chiesa.
La perfezione delle sue opere rappresentano un esempio
di compiutezza estetica e universalità dei
canoni e molte delle sue opere sono considerate espressione di perfezione armonica
capace di elevare gli uomini al bello e al sublime. Contaminato dal neoplatonismo
teorizzava la presenza della forma perfetta dentro la materia e la dimensione maieutica
dell’artista. Fu di certo uomo di raro ingegno e di eccellenza unica, ma fu
anche uomo di grande rigore e dedizione nel lavoro: di certo la sua
grandezza fu frutto anche di impegno e determinazione.
Il Vasari scrive “…alle gambe portò invecchiando […]
stivali di pelle di cane sopra lo ignudo i mesi interi, che quando gli volava cavare
poi, nel tirargli gli veniva spesso la pelle…” . La determinazione
a volere il sepolcro di un artista- non un politico
né un militare - come Michelangelo in Santa Croce dedicandogli un monumento in memoria ispirato alla
laicità e all’universalità del richiamo alla purezza
dell’arte, è la dimostrazione che il genio acquista un valore civico
e che nella stesso perimetro, la Basilica francescana di Santa Croce, può
coesistere la piena dualità tra la dimensione
religiosa e quella di piena laicità, sia essa civico-politica che artistica
e scientifica.
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