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Firenze 3 maggio 1469- Firenze 21 giugno 1527
Sepolto a Santa Croce.
Fu uomo politico – è considerato il padre della scienza politica moderna
in quanto riconosce alla politica la dimensione di disciplina autonoma - filosofo,
drammaturgo e scrittore. Di famiglia guelfa si interessò di politica fin
da giovane. Cacciati i Medici e scomparso dalla scena politica Girolamo Savonarola,
Machiavelli ebbe il suo primo importante incarico come Segretario della seconda
cancelleria della Repubblica Fiorentina. Quando i Medici, dopo gli accordi presi
con il re di Spagna, tornarono a Firenze – era il 1513- Machiavelli venne
incarcerato, torturato ed infine esiliato. Durante l’esilio
visse gli ormai noti “ozi letterari”: lontano dalla vita attiva e dalla
politica si dedicò alla riflessione e alla letteratura. Dopo alcuni anni
di lontananza dall’impegno civico, fu nuovamente coinvolto dai Medici con
alcuni incarichi di scarso rilievo. Per Machiavelli la Repubblica era la migliore
forma di Governo: una repubblica fondata sulla libertà
e sui buoni costumi. Il tempo storico in cui visse e il suo proverbiale realismo
lo convinsero che la priorità del tempo, tuttavia, era costruire la pace
e la concordia anche attraverso la figura di un Principe che fosse capace di superare
il periodo di crisi. Un principato, tuttavia, che riconoscesse l’identità
dell’Italia e la sua unità minacciata dal Papato e dalla forze
straniere. In lui non è ancora definito il concetto di nazione
come si intende nel ‘900 ma di certo esiste in Machiavelli l’idea della
Patria. Amor di Patria - che in un primo tempo rappresenta
il “comune libero” per poi estendersi all’idea di una confederazione
italiana- onestà e solidarietà sono le virtù civili di Machiavelli;
sono quelle virtù che ricoprono il valore di una fede
comune e condivisa. Non fu un uomo religioso né fu, a tratti, tenero con
il cristianesimo anche se distinse il cristianesimo delle origini da quello del
suo tempo. Fu indubbiamente un uomo che mise al centro della sua riflessione politica
la libertà degli uomini, l’ingegno e l’intelligenza di analizzare
la realtà. Pagò di persona il conflitto
politico di quegli anni e considerò priorità della politica proprio
il superamento del conflitto nella prospettiva di dare forma ad una idea di
cittadinanza matura, libera, indipendente. La sua presenza in Santa Croce
è giustificata proprio dalla sua inequivocabile grandezza
di analista della politica, profondo sostenitore della dimensione razionale come
elemento risolutore delle problematiche e convinto sostenitore delle doti del principe
illuminato come soggetto necessario per una positiva evoluzione della situazione
politica di disagio(Cittadinanza e Illuminismo).
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