Leonardo Bruni, Carlo Marsuppini, Michelangelo, Galileo, Machiavelli, Alfieri, Dante, Foscolo sono alcune delle personalità illustri sepolte o ricordate in Santa Croce


Monumenti FunebriInizialmente Santa Croce fu tempio funerario delle grandi famiglie della zona e dei francescani illustri. Dalla metà del Quattrocento i sepolcri di
Leonardo Bruni e Carlo Marsuppini – il cui costo venne sostenuto dalla Repubblica – ne attestano il passaggio a custodia delle pubbliche glorie fiorentine.
La tradizione dei sepolcri fu ripresa nel 1564 da Cosimo de’ Medici per
Michelangelo, dando nuovo impulso alla consuetudine di onorare nella chiesa la memoria dei grandi uomini, per questo motivo la tomba di
Galileo fu pensata per essere collegata a quella del Buonarroti.

 

Il Monumento a Vittorio Alfieri segna il passaggio a “Pantheon degli Italiani”: si afferma così la fama di Santa Croce come luogo privilegiato per la meditazione sui personaggi insigni. Innumerevoli sono dunque le personalità – più o meno famose – sepolte o ricordate nel Complesso di Santa Croce.

 

Monumento a Leonardo Bruni (apri ↓↑ chiudi)

Monumento a Leonardo Bruni

Il Monumento a Leonardo Bruni di Bernardo Rossellino è il prototipo del monumento funerario fiorentino del Rinascimento e rinnova il tradizionale sepolcro medievale eliminando tendaggi e figure allegoriche.

Il monumento, in origine dorato e policromato, è nuovo per l'uso di elementi di derivazione classica quali l'arco trionfale romano che racchiude il sarcofago su cui due vittorie alate reggono l'epigrafe. Superiormente è appoggiato il feretro (sorretto da due aquile) su cui è distesa la figura del defunto che tiene tra le mani una copia della sua opera più nota, l'Historia Florentina. Nuova anche la resa realistica del volto, desunto dalla maschera mortuaria.

Leonardo Bruni - letterato, storico, cancelliere della Repubblica Fiorentina - morì nel 1444, e l'iscrizione commemorativa è stata dettata dal suo successore Carlo Marsuppini.

 

 

Monumento a Michelangelo (apri ↓↑ chiudi)

Monumento a Michelangelo

Michelangelo morì a Roma l’8 febbraio 1564 a 89 anni. Il suo corpo fu trafugato dal nipote Leonardo e portato a Firenze avvolto in una balla su un carro di merci: esposto nella sagrestia di Santa Croce, venne poi tumulato il 12 marzo.

Al Monumento, realizzato fra il 1564 e il 1574 su disegno di Giorgio Vasari, collaborarono vari artisti: il pittore Giovan Battista Naldini per la Pietà e gli altri affreschi,
Giovan Battista Lorenzi per il Busto di Michelangelo e la statua della Pittura (a sinistra),
Valerio Cioli per la Scultura (al centro), Giovanni Bandini per l’Architettura (a destra).
Cosimo de’ Medici donò i marmi, mentre Leonardo Buonarroti sostenne le altre spese.

L'emblema delle tre corone di rami di quercia, mirto e alloro che alludono alle tre arti (ancora oggi adottato dall'Accademia delle Arti del Disegno), ritenuto da Vasari insegna personale di Michelangelo in ricordo dei cerchi con cui l'artista siglava i blocchi di marmo prescelti nella cave, viene mutato da Vincenzo Borghini nelle tre corone intrecciate.

 

 Stemma di Michelangelo

 

 

 

 

   

Monumento a Galileo Galilei (apri ↓↑ chiudi)

Monumento a Galileo Galilei

Il corpo di Galileo, che aveva in Santa Croce le tombe degli avi, alla morte avvenuta nel 1642 fu sepolto in un piccolo ambiente presso la cappella Medici (o del Noviziato).

Alla realizzazione di un monumento, voluto dal discepolo Vincenzo Viviani, si opposero gli ambienti ecclesiastici, che ritennero inopportuno celebrare la memoria di un uomo sospettato di eresia.

Monumento a Galileo Galilei

Per Viviani l’architetto e scultore
Giovan Battista Foggini aveva preparato un disegno e realizzato un Busto marmoreo di Galileo, ma il progetto originario fu semplificato e portato a compimento solo tra il 1737 e il 1739, probabilmente dal figlio Giulio Foggini.

Vincenzo Foggini, altro figlio di Giovan Battista, scolpì l’Astronomia e Girolamo Ticciati la Geometria. Nella sepoltura furono trasferiti anche i resti mortali di Viviani.

 

 

 

 

Monumento a Vittorio Alfieri (apri ↓↑ chiudi)

Monumento a Vittorio Alfieri

Il Monumento a Vittorio Alfieri, iniziato nel 1806 e ultimato nel 1810 da Antonio Canova, segna l’inizio di una concezione di Santa Croce che rinvia ai Sepolcri di Ugo Foscolo. Il monumento mostra l’Italia in pianto: si tratta della prima idea di unità di patria, una patria che piange sulla tomba del grande letterato.











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