Il nuovo allestimento


Dopo due anni di chiusura, il 25 ottobre 2010 sono stati riaperti al pubblico gli ambienti di Santa Croce che fin dal 1980 ospitano la raccolta di matrici, stampe e pubblicazioni, prodotte nel corso di quasi 80 anni di attività dall’incisore Pietro Parigi (Settimello, 20 settembre 1892- Firenze, 5 ottobre 1990), noto soprattutto come illustratore di libri e di riviste.

Il progetto di riallestimento di questi spazi espositivi è nato dall’esigenza di salvaguardare al meglio la raccolta delle opere esposte - che è andata incrementandosi nel corso degli anni, tanto da rendere non più idoneo il primo allestimento – ma anche dall’idea di realizzare una struttura espositiva capace di valorizzare gli spazi che ospitano questa raccolta, ambienti legati alla storia della chiesa e del convento di Santa Croce e parte integrante del percorso di visita.

E’ nato così un archivio- museo, dove le opere sono state collocate all’interno di cassetti estraibili che consentono una migliore conservazione ma anche una facile visione del contenuto da parte dei visitatori. La visita è supportata da strumenti multimediali che contengono la mappatura del museo, un vecchio video con interviste a Pietro Parigi e a suoi estimatori, una selezione tematica delle principali opere.

Tutta la produzione di Pietro Parigi, sapientemente raccolta nel corso degli anni grazie al lavoro di ricerca di Padre Massimiliano Rosito e alla generosità di molti donatori, è stata suddivisa in sei sezioni: la prima sezione è dedicata alla tecnica xilografica, l’antica tecnica grafica adottata da Pietro Parigi nel corso della sua attività di incisore e che caratterizza quasi tutta la sua produzione artistica; tre sezioni che raggruppano le opere dell’artista in base alle committenze ricevute e che si caratterizzano per la loro continuità (illustrazioni per riviste, per libri e per manifesti); un’altra sezione che raccoglie le xilografie prodotte nel corso degli anni in diverse occasioni e per diversi committenti, amici e privati; l’ultima sezione, infine, mette in evidenza il particolare legame di Pietro Parigi con Santa Croce, riunendo tutte le opere che l’artista ha prodotto per la rivista francescana “Città di Vita” e per i manifesti di eventi religiosi e culturali organizzati in Santa Croce.

Il nuovo allestimento dell’area dedicata a Pietro Parigi è soltanto la prima tappa di un più ampio progetto che intende valorizzare e riproporre al pubblico una parte della storia fiorentina e italiana del ‘900 e che vede in quest’area un punto di snodo del tradizionale percorso di visita in Santa Croce. Da qui, infatti, si aprono le porte ai sotterranei della Basilica, che per secoli hanno ospitato cappelle utilizzate da confraternite laiche cresciute all’ombra dei francescani e che sono stati poi ampiamente rinnovati nel corso della prima metà del ‘900 per essere destinati a sacrario dei Fiorentini caduti nella prima e nella seconda guerra mondiale: una parte della storia di Santa Croce che ci ricorda il ruolo non secondario avuto da questa chiesa non soltanto nel corso negli anni in cui si è costruita l’unità d’Italia, ma anche nei decenni successivi.

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