Sono tre  i chiostri della Basilica di Santa Croce, quello principale, detto "di Arnolfo", il secondo detto “del Brunelleschi” e il “chiostrino antico”, forse il primo ad essere costruito

Il chiostro di Arnolfo

Chiostro principale, detto di Arnolfo Il primo chiostro, detto "di Arnolfo" con riferimento a Arnolfo di Cambio al quale è stato attribuito, è stato progettato insieme al refettorio in una delle fasi costruttive iniziali del complesso: lo attesta l'uso dei sottili pilastrini ottogonali con capitelli a foglie d’acqua invece di colonne. Il chiostro era diviso in due parti da un fabbricato perpendicolare alla chiesa (contrassegnato con la lettera D nella veduta settecentesca di Santa Croce) che si congiungeva all'ultima campata del refettorio (E). 

Primo Chiostro oggi



All'ala centrale erano addossati innumerevoli monumenti funebri, tanto che questo chiostro fu detto "dei morti". Nel 1869 l’edificio centrale venne demolito e nel 1870 fu abbattuto anche il corpo di fabbrica rivolto verso la piazza, ricostruito in forme che richiamano l'attiguo loggiato trecentesco sopraelevato. Il cimitero è stato poi trasformato in giardino e il Padre Eterno benedicente, scolpito da Baccio Bandinelli nel 1556 per il coro del duomo di Firenze e qui trasferito nel 1843, è circondato da numerosi cipressi.


Il chiostro del Brunelleschi

Secondo chiostro, detto del Brunelleschi Un elegante portale con al centro lo stemma della famiglia Spinelli introduce all'androne di accessso al secondo chiostro, noto anche come “chiostro del Brunelleschi” benché ultimato nel 1453, molti anni dopo la sua morte, probabilmente da Bernardo Rossellino.

Committente fu Tommaso Spinelli, ricco banchiere che allo stesso Rossellino affidò probabilmente anche la costruzione del proprio palazzo nel vicino Borgo Santa Croce al numero 10. Il porticato inferiore, su colonne in pietra serena, presenta volte a crociera, mentre nella loggia superiore sottili colonne sorreggono una trabeazione; nei pennacchi degli archi sono inseriti tondi con stemmi Spinelli.

Nel 1933, in occasione del primo Maggio Musicale Fiorentino, nel chiostro è stata messa in scena la sacra rappresentazione Il mistero di Santa Uliva con le musiche di Mario Castelnuovo Tedesco e per la regia di Jacques Copeau. Il regista Ridley Scott nel 2001 ha girato nel chiostro alcune scene del film Hannibal.


Il chiostrino antico

Chiostrino Il chiostrino, definito "antico" perchè forse collegato all'edificazione della "seconda Santa Croce" di metà Duecento, rappresenta il cuore del complesso francescano, delimitato dalle pareti della Cappella Baroncelli, della Cappella Pazzi, del convento e dell’androne del Noviziato.

Il campanile domina questo spazio sconosciuto.