Il fondo Mariani-Chimenti

Immagini d’archivio

Una fotografia conserva un momento, non tutta la storia. Conoscere autore, data e provenienza permette di leggerla insieme alle altre tracce.

Il fondo Mariani-Chimenti

Il fondo comprende 589 diapositive realizzate fra il 1966 e il 1976 da Paolo Mariani e Francesco Chimenti. Le immagini seguono il recupero del Crocifisso di Cimabue, dall’asciugatura nella Limonaia al lavoro nella Fortezza da Basso. Il materiale è stato donato all’Opera da Paolo Mariani e da Maria Grazia Sironi, moglie ed erede di Francesco Chimenti.

Questo sguardo consente di osservare fasi che nell’opera restaurata non sono più visibili. La documentazione fotografica mette in relazione le condizioni del dipinto con gli interventi e rende più comprensibile il tempo del lavoro.

Il fondo Mariani-Chimenti

presentazione delle dispositive Fondo Mariani-Chimenti

Integrazione delle lacune pittoriche – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Paolo Mariani e Francesco Chimenti)
Rimozione delle veline di carta giapponese per iniziare la pulitura della superficie pittorica – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Paolo Marianie Francesco Chimenti)
Ritocco pittorico finale – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Paolo Mariani e Francesco Chimenti)
Ritocco pittorico delle cornici – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Paolo Mariani)
Integrazione delle lacune pittoriche – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Paolo Mariani e Francesco Chimenti)
Foderatura a caldo per rinforzare la vecchia tela - Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Paolo Mariani e Francesco Chimenti)

Alcune immagini del fondo Mariani-Chimenti

Gli altri nuclei iconografici

Il percorso accoglie anche gli altri nuclei interni dell’Opera, mantenendo riconoscibile la provenienza di ciascuna immagine. Fotografie dei luoghi, dei soccorsi e delle restituzioni possono ampliare il racconto senza essere attribuite automaticamente al fondo Mariani-Chimenti.

Leggere un confronto

Due immagini della stessa opera, in momenti diversi, aiutano a distinguere il danno, il lavoro e il risultato. Le didascalie chiariscono che cosa è documentato e quali passaggi separano le fotografie. Così l’archivio rende visibile una storia di cui il visitatore incontra, davanti all’opera, soltanto l’ultima fase.

La piazza e gli ambienti dopo la piena

Le fotografie mostrano la piazza, l’ingresso e gli ambienti di Santa Croce nel tempo dell’alluvione. Le didascalie descrivono ciò che è visibile; autori, datazioni precise e fondi di provenienza saranno completati con le schede d’archivio.

Il secondo chiostro durante l’alluvione del 4 novembre 1966 – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Fiorenza)

Il secondo chiostro durante l’alluvione – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Fiorenza)

Interno della Basilica con la statua dell’Immacolata Concezione dopo l’alluvione del 4 novembre 1966 – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Epoca/Mondadori)

Interno della Basilica con la statua dell’Immacolata Concezione dopo l’alluvione – Archivio dell’Opera di Santa Croce (Foto Epoca/Mondadori)