Presentazione del restauro del cenotafio di Giovanni Targioni Tozzetti

Il cenotafio di Giovanni Targioni Tozzetti restaurato grazie al contributo di Inner Wheel

Alla presentazione del restauro intervengono Caterina Barboni, responsabile dell'Area Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Opera di Santa Croce dell’Opera di Santa Croce; Francesca Maria Di Lollo, presidente di Inner Wheel Club Firenze Medicea che ha finanziato l’intervento; Eleonora Mazzocchi, conservatore dell’Opera di Santa Croce e la restauratrice Paola Rosa.

Il restauro del cenotafio di Giovanni Targioni Tozzetti

Giovanni Targioni Tozzetti

Medico, prefetto della Biblioteca Magliabechiana e curatore del Giardino dei Semplici, Giovanni Targioni Tozzetti (1712-1783) incarnò la figura del naturalista capace di un’analisi a tutto tondo del territorio per promuovere gli interessi scientifici ed economici della sua regione. Come medico, fu tra i primi a promuovere la vaiolizzazione in Toscana, una tecnica antesignana della vaccinazione. Fu anche botanico e tra i fondatori dell’Accademia dei Georgofili a Firenze.

Il cenotafio

Il monumento funebre è un cenotafio commemorativo fatto erigere nel 1844, esattamente 61 anni dopo la sua morte, dal nipote Antonio e da sua moglie Fanny. L’orazione sulla lastra centrale, che ricorda l’aspetto umano e scientifico del Targioni, fu affidata dall’Accademia dei Georgofili a Giuseppe Pelli Bencivenni. La composizione del monumento fa pensare ad un soluzione compositiva legata a fattori economici. Si tratta infatti dell’assemblaggio di ben 27 elementi lapidei di diversi materiali tra cui marmo bardiglio grigio e marmo apuano bianco venato, perfettamente combacianti e assemblati tra loro con gesso. Infine, alla sommità della stele entro una nicchia dipinta a finto marmo bardiglio, è collocato il busto ritratto di Giovanni Targioni Tozzetti, in marmo bianco statuario. Di quest’ultimo non sono stati trovati documenti sull’autore, per il momento ancora non identificato.

La composizione lapidea è incorniciata da una pittura murale a secco su cui sono rappresentati elementi simbolici legati all’antichità classica e ampiamente presenti nell’arte funeraria ottocentesca. In alto sono raffigurate due corone vegetali che rievocano le qualità e le doti del defunto: quella di sinistra raffigura due rami di quercia. Quest’albero, per la sua capacità di vivere a lungo e di resistere nel tempo, è simbolo della memoria che non sbiadisce e, legato al mito di Zeus, simboleggia la forza, il potere e la rettitudine morale. Quella di destra invece raffigura due rami di alloro, che rappresenta l’idea di immortalità e di fama che resiste al tempo. Nella parte inferiore è dipinto il bastone di Asclepio, simbolo comunemente associato alla medicina, costituito da un bastone nodoso attorno al quale si attorciglia un serpente. La simbologia fa chiaramente riferimento alla professione del Tozzetti, illustre medico e naturalista italiano.