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Bronzino

Discesa di Cristo al Limbo, 1552

Autore: Bronzino (Agnolo di Cosimo Tori; Firenze 1503-1572); Battista di Marco del Tasso (Firenze 1500-1555), attribuito (cornice)
Titolo: Discesa di Cristo al Limbo
Gradino d’altare: Cena in Emmaus; Incredulità di san Tommaso; Pentecoste; Virtù cardinali, attribuito
Data: 1552
Materia e tecnica: olio su tavola (pala e gradino); legno intagliato e dorato (cornice)
Misure: 443 x 291 x 4 cm (pala); 350 x 24 x 26 (gradino)
Iscrizione: "MDLII [1552] / OPERA DEL / BRONZINO / FIO[RENTIN].O", sulla spada di Giuditta
Collocazione: Noviziato, cappella Medici, in deposito dalle Gallerie Fiorentine, inv. 1890 n. 1580

Vasari informa che Giovanni Zanchini commissionò a Bronzino la pala con la Discesa di Cristo al Limbo per la propria cappella alla sinistra del portone centrale di Santa Croce. La tavola venne lodata al momento dello scoprimento, nel luglio 1552, ma criticata già dal 1584 poiché – a causa delle donne nude in pose ritenute lascive – era priva del decoro imposto dalla Controriforma. Nel 1821 fu trasferita agli Uffizi, poi riportata in Santa Croce nel 1912 ed esposta nel museo col suo gradino, in seguito diviso e trasferito nel convento. 

Bronzino, “Gradino d’altare” della “Discesa di Cristo al Limbo”, 1552, olio su tavola. Firenze, Santa Croce, Noviziato, cappella Medici

Bronzino, Gradino d'altare della Discesa di Cristo al Limbo, 1552. Santa Croce, Noviziato, cappella Medici

L’opera è stata gravemente alluvionata nel 1966, restaurata presso l’Opificio delle Pietre Dure e nel 2006 – dopo aver riunito pala e gradino – collocata nel Cenacolo. Risale al 2014 lo spostamento nella sistemazione attuale, che risponde a requisiti di maggiore sicurezza dai rischi alluvionali.

Il soggetto è desunto dal Vangelo apocrifo di Nicodemo e dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, secondo cui Cristo prima della Resurrezione avrebbe tratto dal Limbo i giusti vissuti prima della sua venuta, tra cui Adamo, Set, Isaia, Simeone, David, Abacuc, Michea, Enoch, Elia e Giovanni Battista, tutti citati da Dante nel IV Canto dell’Inferno. In alto dei diavoli terrifici si affacciano tra bagliori infernali.
Vasari cita la presenza di ritratti di contemporanei – Pontormo, Giovan Battista Gelli, Bachiacca, Costanza da Sommaia e Camilla Tedaldi dal Corno – in seguito variamente identificati nelle diverse figure: per attualizzare una scena sacra Bronzino ha seguito un uso quattrocentesco già da lui utilizzato nella Cappella di Eleonora di Toledo in Palazzo Vecchio. 

Touch screen in occasione della mostra “Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici”, Palazzo Strozzi 2010-2011.

Touch screen in occasione della mostra Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici, Palazzo Strozzi 2010-2011

Nella composizione l’artista guarda a Michelangelo per i nudi maschili muscolosi e le pose in contrapposto, ma anche alla statuaria antica per Eva e le donne trasformare in Veneri.
Il disegno della cornice si deve probabilmente a Bronzino stesso, che fornì anche altri progetti per manufatti di arte applicata, mentre l’intagliatore è stato riconosciuto in Battista di Marco del Tasso.