Donatello

Annunciazione della Vergine, 1433-1435 circa

Autore: Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi; Firenze 1386-1466)
Titolo: Annunciazione della Vergine (Annunciazione Cavalcanti), Tre coppie di putti
Data: 1433-1435 circa 
Materia e tecnica: pietra serena lumeggiata d’oro; putti in terracotta e stucco
Misure: 420 x 274 x 30 cm
Collocazione: basilica di Santa Croce, navata destra

La posizione originaria dell’Annunciazione è dibattuta: era sull’altare Cavalcanti, dedicato all’Annunciazione, che non è certo se fosse addossato al tramezzo e trasferito dopo il suo abbattimento sulla parete della navata, oppure se si trovasse già nella posizione attuale. 
Nel Cinquecento nella base – ma non pensata in origine per questa collocazione – risulta inserita una predella dipinta con Episodi della vita di san Nicola di Bari, identificata con quella conservata a Casa Buonarroti attribuita a Giovanni di Francesco.

Donatello inserisce una “sacra rappresentazione” in un grande tabernacolo: la Vergine – la cui testa evoca sculture greche del V secolo – si ritrae dall’angelo inginocchiato, davanti a un leggio e a una porta a due battenti. Le figure, quasi a tutto tondo, sono inserite nell’edicola racchiusa da decorazioni di gusto classico: lesene scanalate con mascheroni sui capitelli delimitano la scena, una ghirlanda alata è un riferimento a Leon Battista Alberti e al suo occhio “alato”, mentre sotto il frontone ad arco corre una modanatura a ovoli e dentelli. L’insieme è riccamente lumeggiato d’oro. 

Il restauro dell’Opificio delle Pietre Dure (1994/1995) ha fatto ipotizzare che il monumento fosse in origine dipinto di bianco per imitare il marmo. Le dorature, ottocentesche, ripetono quelle originali.
Donatello esprime turbamenti e sentimenti umanissimi: la “Vergine […] impaurita dello improvviso apparire dello Angelo, muove timidamente ma con dolcezza la sua persona quasi a la fuga” e le tre vivacissime coppie di putti “per aver paura dell’altezza, tenendosi abbracciati l’un l’altro, s’assicurano” (Vasari, 1568). 

L’Annunciazione, opera della maturità eseguita da Donatello poco prima della partenza per Padova, fu commissionata da Niccolò di Giovanni Cavalcanti (1408-1450), cognato di Lorenzo de’ Medici, che ne aveva sposato la sorella Ginevra. Lorenzo era fratello di Cosimo “pater patriae”, amicissimo di Donatello, che avrebbe potuto essere il tramite tra artista e committente.