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Andrea di Cione detto Andrea Orcagna, “Scena apocalittica”, scena dei “Frammenti del Trionfo della morte, l’Inferno e il Giudizio Universale”, affresco staccato, 1345 circa. Firenze, Santa Croce, cenacolo

Visite tematiche

Una storia lunga ottocento anni

Attraverso quattro originali percorsi ti racconteremo la storia del complesso monumentale di Santa Croce, un luogo unico dove si intrecciano valori civili e religiosi. I tour sono anche l’occasione per conoscere alcuni spazi di rara suggestione che non sono inseriti nel consueto percorso di visita e per ammirare da vicino opere come i Crocifissi   di Cimabue e Donatello, gli affreschi trecenteschi di Agnolo Gaddi nella cappella Maggiore e il Famedio, dedicato ai caduti delle due Guerre Mondiali.

Da sapere: le visite si svolgono in italiano e durano 70 minuti. I percorsi sono parzialmente accessibili ai portatori di disabilità motoria per la presenza di gradini.

Biglietti
Intero: 25 euro
Ridotto: 20 euro

Il biglietto include: l’ingresso al complesso con accesso prioritario, la visita guidata e i sistemi audio accuratamente igienizzati.

La potenza delle immagini: il messaggio di Francesco

Perché Giotto ha raffigurato san Francesco senza barba se il santo raccomandava ai suoi seguaci di non radersi il viso? Perché a metà del Duecento Coppo di Marcovaldo ha dipinto alcune storie della vita di san Francesco che poi non sono state più raccontate? Questo è quanto verrà approfondito nella visita che svela segreti e particolari della rappresentazione del messaggio francescano nell’opera degli artisti di Santa Croce. Nel corso della sua storia Santa Croce ha affiancato all’identità religiosa francescana un’identità laica basata sulla celebrazione di uomini e donne distintisi per le loro virtù civili.

Per l’occasione si potrà accedere alla cappella Bardi di Vernio per ammirare da vicino l’emozionante Crocifisso di Donatello.

Benedetto da Maiano, “San Francesco riceve le stimmate”, particolare del pulpito con “Storie di san Francesco”, 1481-1487, marmo bianco di Seravezza, marmo rosso di Maremma con dorature, lacca e tarsie di vetro. Firenze, Santa Croce, navata centrale

Benedetto da Maiano, San Francesco riceve le stimmate, dettaglio del pulpito con Storie di san Francesco, 1481-1487. Basilica di Santa Croce, navata centrale

Dante e la costruzione della memoria dei Grandi

A 700 anni dalla sua morte, Santa Croce celebra Dante con questa visita speciale dedicata all’influenza della sua opera nell’arte medievale e alla storia della costruzione della sua memoria nella basilica.
Morto in esilio nel 1321 a Ravenna, Firenze eresse il suo cenotafio (cioè “tomba vuota”) proprio a Santa Croce che solo nell’Ottocento venne riconosciuta come il Pantheon degli Italiani. Il percorso è anche l’occasione per comprendere come cambia il concetto di “memoria” nel corso dei secoli, ripercorrendo le vicende storiche delle tombe monumentali di Machiavelli, Michelangelo, Galileo, Foscolo e Alfieri.

La visita si conclude con l’accesso straordinario ai suggestivi sotterranei di Santa Croce, all’interno del sacrario e del famedio per i caduti delle guerre mondiali. 

Stefano Ricci, “Dante Alighieri”, particolare del “Cenotafio di Dante Alighieri”, 1818-1829, marmo. Firenze, Santa Croce, navata destra

Stefano Ricci, Dante Alighieri, particolare del Cenotafio di Dante Alighieri, 1818-1829. Basilica di Santa Croce, navata destra

Giotto, pittore a Santa Croce e imprenditore a Firenze

Santa Croce conserva un repertorio unico dell’opera di Giotto: pitture murali, tempere su tavola e vetrate che mostrano il nuovo linguaggio del Trecento. La vicenda artistica e umana di Giotto diventa il filo conduttore per raccontare la nascita di Santa Croce, il rapporto tra il messaggio di san Francesco e i ricchi committenti, la storia dell’Ordine dei Frati Minori e quella di Firenze.
Ripercorrendo la fruizione della chiesa in epoca medievale mediante l’analisi delle opere appositamente commissionate per Santa Croce, saranno evidenziati il ruolo dell’artista, il contesto sociale, economico e culturale della Firenze del XIII e XIV secolo, nonché la dimensione imprenditoriale di Giotto.

Grazie a questa visita è possibile ammirare da vicino il maestoso Crocifisso di Cimabue, tradizionalmente considerato il maestro di Giotto.

Giotto, “San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi ", particolare delle "Storie di san Francesco", 1317-1321 circa, affresco. Firenze, Santa Croce, transetto destro, cappella Bardi

Giotto, San Francesco appare a frate Agostino e al vescovo Guido di Assisi, paricolare delle Storie di san Francesco, 1317-1321 circa. Baslica di Santa Croce, transetto destro, cappella Bardi

Ricchezza e povertà, banchieri e santi

Nella basilica di Santa Croce il messaggio di san Francesco convive con la rappresentazione del potere e della ricchezza delle più importanti famiglie fiorentine grazie al coinvolgimento di grandi artisti.

Attraverso i capolavori presenti in Santa Croce scopriremo come denaro, bellezza e religiosità hanno trovato un singolare punto di incontro.

Grazie a questa visita è possibile ammirare la Cappella Bardi di Mangona.

Maso di Banco, "San Silvestro ammansisce il drago e resuscita due maghi uccisi dal fiato pestifero del mostro", scena delle "Storie di san Silvestro e Costantino", 1332-1335 o 1336-1338, affresco. Firenze, Santa Croce, transetto sinistro, cappella Bardi di Mangona

Maso di Banco, San Silvestro ammansisce il drago e resuscita due maghi uccisi dal fiato pestifero del mostro, scena delle Storie di san Silvestro e Costantino, 1332-1335 o 1336-1338. Basilica di Santa Croce, transetto sinistro, cappella Bardi di Mangona